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E'
sicuramente l'ultima testimonianza dell'antica residenza in palazzo
tradizionalmente dotata di ormeggio. Il suo inserimento nel percorso
di navigazione è funzionale alle finalità del progetto in quanto da lì
sono immediatamente raggiungibili alcuni uffici pubblici quali il
tribunale e la Prefettura, ma anche una parte importante di quello che
si va definendo come il sistema dei musei del Lungarno di Pisa
costituito dal Museo Nazionale di San Matteo, Museo Titta Ruffo
(presso il teatro Verdi), la Chiesa di San Pietro in Vinculis e la
Chiesa di San Silvestro.
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Attualmente al Museo sono visibili talune raccolte monografiche: le
ceramiche medievali, la Pittura pisana dei secoli XII e XIII, in cui è
inserito il ciclo delle Croci dipinte, la scultura e la pittura del
secolo XIV e del secolo XV. La raccolta delle ceramiche medievali
conserva la più ricca serie di bacini ceramici medievali utilizzati
come elementi decorativi sulle pareti esterne delle chiese pisane. La
pittura a Pisa del XII e XIII secolo, è presente col ciclo delle Croci
dipinte, con le opere di Berlinghiero Berlinghieri, Giunta di
Capitino, detto Pisano, opere della famiglia dei Tedice e del Maestro
di San Martino, tutte provenienti dalle più antiche chiese cittadine.
A sottolineare l'importantissima funzione della miniatura è presente
la Bibbia del Monastero di San Vito, detta Bibbia di Calci. La
scultura pisana nei secoli XII - XV è rappresentata dal bellissimo
polittico di Simone Martini, proveniente dalla chiesa di Santa
Caterina d'Alessandria d'Egitto, dalla Natività di Tino da Camaino,
dalla Madonna del Latte di Andrea e Nino Pisano. Notevolissime sono
inoltre alcune opere lignee di Francesco di Valdambrino e Agostino di
Giovanni. La pittura nel secolo XIV e XV presenta opere di Francesco
di Traino, Lippo Menni, Buonamico Buffalmacco, di cui si ricorda il
ciclo a fresco del Camposanto monumentale, Spinello Aretino, Taddeo di
Bartolo e altri grandi pittori dell'epoca, mentre più specificamente
legate al secolo XV vi sono opere di artisti assai più noti quali
Masaccio con il San Paolo, Gentile da Fabriano, Giovanni da Fiesole,
meglio conosciuto come Beato Angelico, Benozzo di Lese detto il
Gozzoli e Domenico Ghirlandaio. In questa sezione sono inoltre
presenti terracotte invetriate della scuola dei Della Robbia ed infine
l'eccezionale busto-reliquia di San Lussorio, opera di Donatello. |
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Il palazzo fu
originariamente della famiglia dei Lanfranchi, ma subì notevoli
modifiche architettoniche da parte di Alessandro della Gherardesca.
Nell 1821-22 questo palazzo ospitò Lord Byron e la cerchia dei suoi
amici, al tempo in cui Pisa venne definita "paradiso degli esuli".
Oggi il palazzo è sede dell'archivio di stato e conserva molti
documenti della storia medievale pisana. Vi si conservano anche gli
Statuti dei Mestieri i documenti della vita comunale fino al 1865 e
quelli relativi alle più importanti famiglie pisane e dei Cavalieri di
Santo Stefano.
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